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Newsletter "Spazio genitori": Preadolescenza, adolescenza e sessualità, parliamone con i nostri figli.

FB IMG 1548133996568*di Ilaria Emiliano
 
La sessualità è un aspetto fondamentale dello sviluppo e della personalità, che coinvolge la persona a vari livelli: sensoriale, sociale, cognitivo, affettivo, morale, emotivo. Come adulti, le parole chiave per intraprendere questo viaggio accanto ai nostri figli sono delicatezza, discrezione, rispetto dei tempi, dei modi e del loro carattere, tenerezza e capacità di non disprezzare o sminuire.
Il cambiamento che l’adolescente si trova ad affrontare, nella fase iniziale, mette in discussione l’immagine di sé, egli può avere l’impressione di una scissione tra sé e quel corpo che cambia sotto i suoi occhi. La familiarizzazione con un fisico non ancora formato ma sempre meno infantile non è immediata: dovrà imparare a conoscerlo e ad accettarlo. In famiglia la situazione ideale sarebbe che una madre costruisca uno spazio di dialogo con la figlia e un padre con il figlio, ma altre figure di riferimento possono svolgere ugualmente bene questi ruoli.
Cosa significa educare all’affettività e alla sessualità? Non significa addestrare, fornire indicazioni precise, regole, istruzioni, costrizioni. Significa aiutare i figli e le figlie a compiere il proprio percorso con positività e naturalezza, star loro accanto per sviluppare conoscenze e valori, accompagnarli in un percorso attraverso il quale possano diventare se stessi e avventurarsi nel mondo utilizzando in modo creativo gli strumenti della propria cultura. Ciò che può fare la differenza è come noi adulti ci poniamo.
L’educazione alla sessualità è un processo continuativo, graduale e dialogico che dura per tutta la vita. È importante che sia precoce: come adulti non dobbiamo spaventarci di affrontare temi legati all’affettività e alla sessualità con i nostri figli perché pensiamo che siano ancora troppo piccoli, “domandarsi se è troppo presto significa sempre che ne parleremo troppo tardi”. Questo significa anche anticipare le fasi di sviluppo, affrontando un argomento prima che essi si trovino in situazioni che potrebbero provocare in loro confusione o ansia, in modo tale che abbiano gli strumenti adatti ad affrontare passaggi di crescita obbligati. Anche evitando di parlare di sessualità insegniamo qualcosa: “comunichiamo” che è un argomento tabù di cui non si può parlare in famiglia. Questo porta ragazzi e ragazze a costruire la loro educazione sessuale unicamente attraverso il confronto fra coetanei, che è sicuramente fondamentale ma non può essere l’unica fonte. Inoltre, non rinviamo troppo le risposte alle loro domande, evitiamo di usare affermazioni come “sono argomenti da grandi”, perché in tal modo essi si percepiranno non degni di sostenere un confronto con genitori o adulti di riferimento e ciò, nella fase adolescenziale, contribuisce al già dominante senso di incertezza. Spesso molti adolescenti si trovano ad affrontare situazioni conseguenti a comportamenti sessuali a rischio (gravidanza, malattie) senza avere nessuno a cui rivolgersi per chiedere aiuto. Dunque ascoltiamo i loro dubbi, rispondiamo alle domande e sosteniamoli per affrontare questi passaggi nel modo più sereno possibile, cercando di essere adulti che ascoltano con tranquillità e, a volte, intervengono. Senza drammatizzare, affrontiamo i problemi in modo aperto, perché il silenzio e i tabù possono produrre danni importanti. Infine, è importante usare un linguaggio adatto all’età, ma comunque nominare le esperienze e dare il nome corretto. Spesso rinunciamo a rivestire ruoli educativi con i nostri figli in aree così importanti, perché veniamo “travolti” da emozioni (imbarazzo, vergogna) che ci generano disagio oppure temiamo di scatenare questo genere di emozioni in loro. Cerchiamo di riconoscere tali emozioni in noi, accogliamole e condividiamole anche nella relazione con loro.
Auspico che insieme genitori, insegnanti ed esperti si possa costruire un cerchio protettivo, competente, intorno ai nostri figli in questa fase della crescita, in cui il sesso, a livello di identità e di scelte, occupa una parte più importante che in altre fasi della vita. A volte serve parlare dei comportamenti sbagliati della sessualità, parlare e dare spiegazioni sul sesso, sulla sicurezza per la salute fisica e psicologica. Dentro questi piccoli spazi si cerca di comunicare significati, si riflette sui comportamenti, si apre un rapporto di fiducia per accompagnarli e non lasciarli soli.
 
 
 
FONTI
 
F. Veglia (2016), Manuale di educazione sessuale. Volume 1. Teoria e metodologia, le Guide Erickson.
 
A. Oliverio Ferraris (2015), Tuo figlio e il sesso. Crescere figli equilibrati in un mondo con troppi stimoli, BUR parenting.
 
https://laformicaviola.com/
 
http://albertopellailibri.it/
 
https://www.milleunadonna.it/benessere/rubriche/roberta-giommi/
 

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