Versione testuale

Genitori: la libertà di diventarlo, l'obbligo di "esserlo" - Newsletter "Spazio genitori"

FB IMG 1552919225287Una nuova riflessione di una madre avvocato, Carmela Martiradonna, tra libertà e obbligo della genitorialità.
***
Genitori non si nasce!
Da sempre si parla del diritto di diventare genitore, ma cosa accade subito dopo esserlo diventato?
Si parla dei doveri dei genitori nei confronti dei figli, ma in cosa consistono?
“I genitori hanno l’obbligo di mantenere, istruire ed EDUCARE i figli”. Questo recita la legge.
L’educazione dei propri figli è importantissima ed è alla base di un sano rapporto genitore-figlio. Tutti pensiamo di educare i nostri figli al meglio, ma quanti conoscono le conseguenze legali di una omessa educazione o anche di una educazione insufficiente o inadeguata? Sull’argomento vi è spesso confusione ed ognuno è portato a trarre conclusioni molto personali.
La legge, prescrive alcune tipologie di reati, tra cui la culpa in educando e la culpa in vigilando. Entrambe si concretizzano ogni qualvolta un figlio minore, commette un reato. In questo caso, il primo soggetto ad essere colpito dalla legge è proprio il genitore, reo (sino a prova contraria) di aver omesso di educare il figlio o di averlo educato in modo inadeguato. Il genitore potrà discolparsi solo provando concretamente il contrario: dovrà provare di aver educato il proprio figlio che, nonostante ciò, si è ugualmente reso colpevole di aver commesso un illecito. Ma, non ci si libera così facilmente da tale responsabilità, in quanto si dovrà dimostrare di aver impartito certamente le regole del buon vivere civile, di aver dato i giusti esempi, di aver vigilato sulla buona riuscita di tale suo lavoro di educatore (vigilando, ad esempio, sui comportamenti che il minore pone in essere specialmente al di fuori della sfera familiare); si dovrà, però, dimostrare anche di aver educato il minore ai sentimenti e alle emozioni.
Il ruolo del genitore secondo la legge, dunque, è ricco di sfaccettature che lo portano, volendo utilizzare termini prettamente aziendali, ad essere “titolare”, “educatore” e “organo vigilante” dei propri figli al fine di tesare il prodotto realizzato in favore degli stessi.
A mio parere, l’educazione ai sentimenti e alle emozioni, al tempo d’oggi, è fondamentale per poter combattere tutte quelle forme di violenza che, giorno per giorno, fanno sì che le nostre orecchie e i nostri occhi vengano bombardati da notizie atroci relative ad atti orrendi che, spesso, vedono protagonisti proprio i più giovani.
Per cui, insegnare ai nostri figli non solo a dire “buongiorno” e “buonasera”, certamente necessari, ma soprattutto a rispettare ed amare la vita e il mondo, può essere un buon modo per iniziare a costruire un futuro migliore.
 
Carmela Martiradonna
 
 

I cookie sono piccoli file di testo scaricati sul tuo computer ogni volta che visiti un sito web. Sono utilizzati per migliorare l'esperienza di navigazione e per alcune funzionalità delle pagine web.
Cliccando sul tasto ok accetti di utilizzare i nostri cookie