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Chi non si è mai trovato a ripetere le parole dei propri genitori? O a duplicare i loro atteggiamenti? Anche quelli che mai e poi mai avremmo detto o fatto…

Eravamo figli e tante volte abbiamo giurato che saremmo stati diversi dai nostri genitori. Che non ci saremmo comportati come loro. Che mai avremmo ripetuto le loro frasi.

E invece ci ritroviamo, con i nostri figli, a fare esattamente le stesse cose. A dire esattamente le loro stesse parole.

 

Ci guardiamo e vediamo in noi le loro stesse espressioni, quegli stessi gesti che ci appartengono così fortemente da stranirci. Siamo come loro perché loro sono le nostre radici, la base sulla quale abbiamo costruito la nostra famiglia, il modello di riferimento del nostro essere genitori. Più o meno consapevolmente.

Eppure quando li osserviamo insieme ai nostri figli ci sembrano così diversi.

“Mamma, mi spieghi perché con me sei stata così severa e ora mi rimproveri di esserlo con i miei figli?!”.

“Papà, perché continui a fare regali ai ragazzi quando mi hai sempre detto che devo imparare a desiderare, ad aspettare, ad aver pazienza quando ti chiedevo qualcosa?!”.

Ecco, queste sono alcune delle frasi che tornano periodicamente quando siamo tutti insieme.

La risposta mi commuove: “I nonni sono puro amore. L’educazione spetta a voi genitori”.

Quanto è vero! E quanto è difficile…

Il legame nonni-nipoti è amore puro, incondizionato. Mai viziato dalla necessità di dare regole, mettere paletti. Indispensabile per la crescita dei nostri figli.

La loro presenza (a volte silenziosa e discreta, a volte invadente e rumorosa) è preziosa.

A loro possiamo solo dire grazie per il tempo che sanno dedicare ai nostri figli, per esserci quando c’è bisogno, perché ci ricordano chi siamo.

Semplicemente perché ci sono. Anche quando non ci sono più.