Versione testuale

LE RELAZIONI FAMILIARI: LA PRIMA SCUOLA DI VITA

famiglia 1I legami familiari sono le nostre radici. L’approfondimento è a cura della nostra mamma psicologa Ilaria Emiliano.

Le relazioni familiari sono la nostra prima scuola di apprendimento per qualsiasi altra relazione, è il primo “luogo” in cui impariamo a relazionarci con qualcuno separato e diverso da noi.

 

Dai nostri primi legami, durante l’infanzia, costruiamo i nostri “modelli operativi interni” (Bowlby, 1969, 1979) che costituiscono delle rappresentazioni degli aspetti più rilevanti delle esperienze fatte e vengono utilizzati dall’individuo per percepire e interpretare gli eventi, per prevedere le situazioni future e per costruire piani di azione. In particolare, sono rilevanti i modelli operativi relativi al Sé e alle principali figure di attaccamento (genitori o altri caregiver presenti). Una delle informazioni più salienti dei modelli operativi del Sé riguarda quanto l’individuo sia accettabile e amabile agli occhi della figura di attaccamento, mentre l’elemento cruciale del modello operativo riguardante la figura d’attaccamento è quanto tale figura sia accessibile e disponibile a rispondere ai bisogni del bambino.

Dunque, tutto ciò che viviamo e “respiriamo” nelle relazioni con le figure primarie della nostra vita diviene il nostro manuale di istruzioni per il futuro, molto più di ciò che ci viene trasmesso a parole.

In seguito, durante l’adolescenza è in famiglia che iniziamo a costruire la nostra identità: inizia il processo cosiddetto di “differenziazione”, che aiuta a conoscersi per “differenza” rispetto ai nostri genitori, rispetto ai quali desidereremmo divenire l’opposto.

Tuttavia, spesso in età adulta ci ritroviamo ad essere la loro fotocopia. Sebbene, in questo periodo del nostro ciclo di vita, la famiglia d’origine diventi un “luogo” dal quale ci siamo distanziati, più o meno consapevolmente, essa rimane il nostro punto di riferimento, sempre e comunque.

La famiglia rappresenta nel bene e nel male la nostra “stanza di costruzione”.

“La famiglia.

Eravamo uno strano piccolo gruppo di personaggi che si facevano strada nella vita

condividendo malattie e dentifrici, bramando gli uni i dolci degli altri,

nascondendo gli shampoo e i bagnoschiuma, prestandoci denaro,

mandandoci a vicenda fuori delle nostre camere, infliggendoci dolore e baci nello stesso istante, amando, ridendo, difendendoci e cercando di capire il filo comune che ci legava.”

(Erma Bombeck)

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